La recente vicenda evidenziata da Eugene Kaspersky, fondatore del Kaspersky Lab, in merito a un presunto caso di censura della pubblicità aziendale su Twitter, pone numerose riflessioni sui limiti, commerciali, etici e politici, che devono porsi le grandi piattaforme di comunicazione.

In primo luogo, occorre essere consapevoli che le piattaforme social ma, in generale, tutte le corporation che gestiscono una relazione con centinaia di milioni di utenti, hanno un potere senza precedenti: la capacità di influenzare (potenzialmente) ogni decisione dei suoi utilizzatori abituali, sia con la messa in evidenza di certi contenuti organici, sia attraverso la pubblicità.

Il caso, eclatante, che ha riguardato Cambridge Analytica e Facebook è stato solo la manifestazione più evidente di una situazione che, tra gli addetti ai lavori, è nota da molti anni.

 

In questo articolo si approfondiscono i dettagli di quanto accaduto tra Kaspersky Lab e Twitter:

https://techcrunch.com/2018/04/20/twitter-kaspersky-ban/